Fonte: www.disinformazione.it


** POLLI ITALIANI "SICURI"? **

1° Articolo.

Questo articolo è datato, ma purtroppo molto attuale!
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  Polli messi al forno, prima di "impazzire"
Guglielmo Donadello, consulente aziendale settore zootecnico e
agroalimentare

Che cos'è oggi il pollo da carne? Stiamo parlando di broiler.
Tutti i polli che compriamo e mangiamo, in tutto
il mondo, sono oramai solo di un paio di razze
ibride (denominate COBB 500, i cui brevetti sono
in mano alla The Cobb Breeding Company LTD), nate
nei segreti laboratori di genetica applicata,
selezionate esclusivamente per l'ingrassaggio. Il
risultato di queste selezioni è una vera macchina
biologica ad elevatissimo "indice di
conversione": un broiler mangia un chilo e mezzo
di mangime e ne "produce" uno di carne. Lo fanno
vivere solo 35 giorni (non ha neanche il tempo
per diventare pazzo). Questi polli denominati
"galletti" quando arrivano a "maturazione" pesano
vivi in media sui 2,3 chili e preparati a busto
circa 1,2. Per avere queste rese così elevate e
cicli biologici così accelerati servono
allevamenti e mangimi adatti.

Come vengono allevati
Si chiama allevamento integrato. Assoggettato,
cioè, alla filiera industriale della produzione
di carne, le cui principali fasi sono: produzione
della gallina ovaiola, incubatoi delle uova,
produzione dei pulcini, magnifici, macelli,
industria di lavorazione, logistica,
commercializzazione nella rete della grande
distribuzione organizzata. Nel nostro paese due
aziende controllano oltre il 70% del mercato. Una
è l'AIA del gruppo Veronesi e l'altra è del
gruppo Amadori.
L'allevamento viene svolto in grandi capannoni
dove possono stare decine di migliaia di
volatili: con una densità di 10-15 per
metroquadro, sino a 30 chili di "carne" a mq. (I
regolamenti UE per gli allevamenti biologici
stabiliscono in tre polli per metro quadrato la
densità massima ammissibile). Beccano tutto ciò
che ha colore paglierino, giorno e notte, grazie
all'illuminazione artificiale. Le temperature
sono sempre elevate (anche a causa della luce e
delle deiezioni, che vengono raccolte con una
ruspa per la produzione della pollina,
sottoprodotto usato come concime agricolo o
combustibile; e fino a 10 anni fa come mangime
per bovini da ingrasso).
Le condizioni igieniche sono terribili. Gli
animali vivono dal primo all'ultimo giorno della
loro brevissima vita calpestando e dormendo sulle
loro deiezioni. Le infezioni batteriologiche sono
contrastate dal primo all'ultimo giorno di vita
con gli antibiotici contenuti nei mangimi; ma per
i virus - come si sa - non ci sono farmaci. Da
qui l'uso di vaccini che, come è noto, creano una
quantità di anticorpi che contrastano
l'estrinsecazione delle manifestazioni
patologiche del virus, ma impediscono la
eradicazione dello stesso, consentendo che
animali solo apparentemente sani siano
commercializzati: con il rischio che il virus si
trasferisca dall'animale all'uomo. A questo si
aggiunge il rumore spaventoso provocato dal
pigolare di 50.000 - 100.000 animali spaventati,
tenuti in quelle condizioni.
L'organismo del broiler, che è pur sempre un
animale diurno, viene messo a dura prova,
l'apparato digerente stressato, la sua capacità
di resistenza agli agenti patogeni fortemente
indebolita. Nel territorio dove sono inseriti,
senza un minimo di criterio di biosicurezza,
questi allevamenti sono delle vere e proprie
bombe batteriologiche, pericolose e costose per
tutta la collettività. Pericolose, in quanto
incubatoi di possibili virus trasmissibili agli
uomini, come salmonelle e influenze; costose,
come il caso dell'ultima peste aviaria costata
alla sola regione veneta 110 miliardi, e altri
500 allo stato.

Cosa mangiano
I polli dovrebbero mangiare mais, soia e fibre.
Trasformano proteine vegetali in proteine nobili.
I broiler, che rappresentano il 99% dei 520
milioni di polli e dei 22 milioni di tacchini che
mangiamo ogni anno, mangiano esclusivamente
mangimi industriali, prodotti in larghissima
misura da due o tre aziende. Le formule di questi
mangimi sono top secret; possono in questo modo
metterci dentro di tutto e di più. Il mais e la
soia, che sono i componenti principali (fino al
60/70%), sono in grandissima parte di
importazione e di produzione transgenetica,
perché costano meno. Contrariamente alle
normative per i bovini, i mangimi per pollame e
tacchini possono contenere farine di carne e di
pesce, pannelli di olio esausto, grassi di
origine animale. La vicenda di due anni fa dei
polli belgi alla diossina è dovuta a un "eccesso"
di PCB, ma se sta nei limiti tollerati si può
dare da mangiare ai polli anche oli esausti di
motori.
Ma i risultati migliori si ottengono con le
proteine animali derivate dalle interiora, dalle
teste, dalle zampe, dalle piume derivate dai loro
fratelli morti in precedenza; oltre alle proteine
animali acquistate dove costano meno (farine di
sangue e di pesce). Ai polli ed ai tacchini ne
vengono somministrate una quantità fino al 30%
nel tacchino, un po' meno per il pollo.

Cosa si ottiene
Si ottengono dei pulcinotti venduti come galletti
o tacchini, con una carne senza gusto né qualità
organolettiche, e di dubbia salubrità.
I polli così allevati se li cucini due minuti di
più letteralmente si sbriciolano, se li lasci
raffreddare rilasciano il classico odore di pesce
con cui sono stati allevati. Oggi la carne di
pollo non viene offerta da nessun ristorante
degno di questo nome, viene data solo nelle mense
delle fabbriche, delle scuole o per le mense
delle famiglie sotto i due milioni al mese.
Per i tacchini è ancora peggio: la carne è
letteralmente immangiabile. Amadori la tritura,
aggiunge un po' di manzo e propone in questi
giorni con la pubblicità i rotoloni di carne "per
una buona domenica da passare in famiglia".
Questi rotoli sono fatti con la carne di tacchini
con aggiunta di carne di manzo e - come si dice
in gergo - con la giusta quantità di
aromatizzanti.
Nessuno, ad esclusione dei pochi NAS, protegge i
consumatori. Nessuno controlla, e i nostri 7000
veterinari pubblici, come da precise istruzioni,
guardano, registrano, e alla fine non possono
fare altro.


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2° Articolo

Altro che polli asiatici! Tutta la verità su quelli italiani
Paola Magni e Claudio Vigolo - tratto da www.lifegate.it


Ai microfoni di LifeGate Radio, il Dottor Enrico
Moriconi, Presidente dell'Associazione Culturale
Veterinari di Salute Pubblica, ha risposto a
questa e altre domande

Quali sono le condizioni igieniche negli allevamenti italiani?
Le condizioni sono critiche. Siamo in situazione
di sovraffollamento. Gli animali vengono tenuti
per tutto il periodo della loro vita sulla stessa
lettiera, respirano l'ammoniaca che si libera
dagli escrementi che loro producono. Hanno uno
stato di stress continuo, che deve essere
corretto - anche se gli allevatori smentiscono -
con la somministrazione di farmaci.

Recenti analisi di laboratorio commissionate da
Lav e Il Salvagente hanno evidenziato la presenza
di residui di antibiotici in 4 polli italiani su
10S Perché vengono somministrati gli antibiotici
e con che frequenza?
Gli antibiotici sono la base dell'allevamento
intensivo: gli allevamenti intensivi sono
storicamente nati nel momento in cui sono stati
disponibili grandi quantità di antibiotici.
Questi farmaci rendono possibile l'allevamento,
altrimenti lo stress, il sovraffollamento, le
carenti condizioni igieniche farebbero scoppiare
delle malattie. Questi farmaci aumentano la
crescita degli animali e contemporaneamente li
proteggono da alcune malattie. Nel caso dei virus
non servono. Il fatto che l'antibiotico sia
somministrato continuativamente, nonostante sia
ammesso farlo solo in caso di terapia, è
facilmente dimostrabile. Qualche anno fa, ad
esempio, ci fu lo scandalo in Gran Bretagna dei
polli che venivano rietichettati e venduti anche
un mese dopo la reale scadenza. Ebbene, questo fu
possibile proprio perché i polli sono pieni di
sostanze chimiche che non li fanno "marcire".

Cosa mangiano i polli italiani negli allevamenti intensivi?
Il mangime è principalmente costituito da mais e
altri cereali. In più vi sono degli integratori a
base di sostanze grasse per favorire la crescita.
Anche l'olio esausto, l'olio dai motori delle
macchine usato, è ammesso nella dieta dei polli
Italiani, che sono considerati come dei "grandi
riciclatori". Molti sottoprodotti sono  quindi
permessi. Per quanto riguarda mais e soia ogm nei
mangimi, non c'è obbligo di etichettatura poi nel
pollo. Bisogna dire che chi mangia carne ha una
forte possibilità di mangiare proteine
geneticamente modificate, proprio perché negli
allevamenti non biologici l'uso di mangimi
geneticamente modificati è permesso.

Illuminazione artificiale che li tiene 24 ore su
24 alla luce e densità di 15-20 polli per metro
quadroS Animali così stressati saranno anche più
deboliS
L'illuminazione artificiale tende a creare
un'atmosfera uniformemente "grigiastra" , perché
se ci fosse troppa luce sarebbero acuiti i
fenomeni di cannibalismo. In queste condizioni la
mortalità degli animali è comunque alta, ma il
loro valore commerciale è così basso da non
preoccupare particolarmente l'allevatore.

Parlare degli allevamenti intensivi italiani come
di "bombe batteriologiche" è esagerato?
Le definirei piuttosto "bombe ecologiche": al
problema della presenza di batteri si somma il
problema delle deiezioni da smaltire, e quindi
dell'eutrofizzazione delle acque e della presenza
di nitrati nelle falde acquifere.

Quale strada intraprendere per migliorare la
qualità degli allevamenti e prevenire così
epidemie come l'influenza aviaria?
Bisognerebbe mangiare meno carne o addirittura
smettere di mangiarne. Questa risposta può
sembrare un po' estrema ma rende bene l'idea di
come per migliorare il benessere - anche di
quelli che vogliono mangiare la carne- sia
indispensabile per tutti noi abbassarne i consumi.

Paola Magni e Claudio Vigolo