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Fonte: www.multiwire.net/ass/eleven/erbein_i.htm
La storia incredibile ma vera che state per leggere, comincia in Canada
nella regione dell'Ontario nel 1922.
Rene Caisse era capo infermiera in un ospedale e fra i malati della sua
corsia noto una signora con un seno stranamente deformato. Incuriosita, le
domandò cosa fosse accaduto. La signora raccontò che vent'anni prima un
uomo di medicina degli indiani Objiwa, saputola malata di cancro al seno,
le aveva fatto bere per un lungo periodo un the di erbe che l'aveva
guarita. L'indiano aveva definito questa miscela di erbe e radici:
" Una bevanda benedetta che purifica il corpo e lo riporta in armonia
col grande spirito '
Rene fece tesoro dell'informazione e prese nota della ricetta. due anni
dopo ebbe modo di sperimentarla su sua zia, malata terminale di cancro
allo stomaco e al fegato. La zia guarì.
Rene capì di essere di fronte ad una scoperta fantastica e in
collaborazione col dott. Fisher, il medico della zia che aveva assistito
al processo di guarigione, cominciò ad usare la bevanda su altri malati
terminali di cancro. I successi si ripetevano.
In quei tempi si pensava di aumentare l'efficacia di un rimedio se lo si
fosse inoculato per via intramuscolare e così Rene cominciò ad iniettare
la tisana, ma gli effetti collaterali erano troppo spiacevoli. Negli anni
a venire, dopo studi di laboratorio condotti su topi, fu individuata
l'erba iniettabile e le altre venivano fatte bere in infuso.
I risultati positivi continuarono. Bisogna sottolineare il fatto che Rene
mai richiese un compenso dai suoi pazienti, accettando solo le loro
offerte spontanee.
La voce si sparse ed altri otto dottori dell'Ontario cominciarono ad
inviarle pazienti giudicati senza speranza. Dopo i primi risultati i
medici scrissero una petizione al Ministero della sanità Canadese
chiedendo che si prendesse in seria considerazione la cura. L'unico
risultato che ottennero fu l'invio di due commissari col potere di arresto
immediato nei confronti di Rene. I due pero rimasero colpiti dal fatto che
nove dei migliori medici di Toronto collaborassero con la donna e
invitarono Rene a sperimentare su topi la sua medicina. Ella tenne in vita
per 52 giorni topi inoculati con il sarcoma di Rous.
Tutto tornò come prima, Rene continuò a somministrare la bevanda in un
appartamento di Toronto .In seguito dovette spostarsi a Peterborough in
Ontario, dove la raggiunse un ordine di arresto recato da un poliziotto.
Ancora una volta ebbe fortuna perchè il poliziotto, dopo aver letto le
lettere che i suoi pazienti le avevano scritto in segno di riconoscenza,
decise che era il caso di parlare della cosa al suo capo. Dopo questo
episodio Rene ebbe il permesso del ministero di continuare a lavorare solo
su quei pazienti che recassero una diagnosi scritta di cancro redatta da
un medico.
Nel 1932 uscì, su un giornale di Toronto, un articolo intitolato:
"Infermiera di Bracebridge fa una importante scoperta per il
cancro"
A questo articolo seguirono innumerevoli richieste di aiuto da parte di
malati di cancro e la prima offerta commerciale .
L'offerta era davvero vantaggiosa ma le si richiedeva di svelare la
formula in cambio di una somma considerevole e un vitalizio. Rene rifiutò
categoricamente, giustificò la sua decisione col fatto che non voleva che
si speculasse sul suo rimedio.
Nel 1933 il comune di Bracebridge le mise a disposizione un Hotel,
sequestrato per ragioni di tasse, perchè potesse farne una clinica per i
suoi malati.
Da allora e per i successivi otto anni, un cartello sulla porta avrebbe
indicato "CLINICA PER LA CURA DEL CANCRO".
Dal giorno dell'apertura centinaia di persone erano convenute alla clinica
e ,alla presenza di un medico, si facevano fare l'iniezione e bevevano la
tisana.
La clinica diventò in breve una sorta di Lourdes Canadese.
Nello stesso anno si ammalò la madre di Rene ,cancro al fegato
inoperabile. Rene le somministrò la sua cura ed ella guarì nonostante
che i medici le avessero predetto una sopravvivenza di pochi giorni.
Fu in questi anni che il dottor Banting, uno dei partecipanti alla
scoperta dell'insulina, affermò che il the aveva il potere di stimolare
il pancreas fino a riportarlo alle sue normali funzioni, curando così i
malati di diabete. Il dott. Banting invitò ufficialmente la signora
Cassie a fare esperimenti presso il suo istituto di ricerca, ma lei per
paura di dover abbandonare i propri malati, rifiutò. Era il 1936.
Nel 1937 accadde un incidente. Una donna in fin di vita fu trasportata
all'ospedale di Rene, sofferente per frequenti embolie, subito dopo
l'iniezione, morì. Fu un'occasione d'oro per i detrattori di Rene, fu
fatto un processo ed i risultati dell'autopsia dimostrarono che la donna
era morta per un embolo.
La pubblicità che il caso scatenò portò ancora più malati in cerca di
speranza all'ospedale di Bracebridge.
Lo stesso anno furono raccolte 17.000 firme che invitavano il governo a
riconoscere il the come farmaco per il cancro.
Una ditta farmaceutica Americana offrì un milione di dollari (del 1937!)
per la formula ennesimo rifiuto di Rene. Nel frattempo un medico
americano, il dott. Wolfer, offrì a Rene di effettuare esperimenti con la
bevanda su trenta pazienti del suo ospedale. Rene fece la spola fra il
Canada e gli USA per molti mesi, i risultati che ella ottenne spinsero il
dott. Wolfer ad offrirle uno spazio di ricerca permanente nei suoi
laboratori. Ancora una volta Rene rinunciò ad una vantaggiosa offerta che
l'avrebbe però costretta ad abbandonare i suoi malati in Canada.
Di quel periodo abbiamo la testimonianza del dott. Benjamin Leslie Guyatt
responsabile del dipartimento di anatomia dell'Università di Toronto che
aveva ripetutamente visitato la clinica: "Ho potuto constatare che
nella maggior parte dei casi le deformazioni scomparivano, i pazienti
denunciavano una forte diminuzione dei dolori. In casi serissimi di cancro
ho visto interrompersi le emorragie più gravi. Ulcere aperte alle labbra
ed al seno rispondevano al/e cure. Ho visto scomparire cancri alla vescica
,al retto, al collo dell'utero allo stomaco. Posso testimoniare che la
bevanda riporta la salute nel malato, distruggendo il tumore e restituendo
la voglia di vivere e le funzioni normali degli organi."
La dottoressa Emma Carlson era arrivata dalla California per visitare la
clinica, questa la sua testimonianza:
"Ero venuta ,abbastanza scettica, ed ero risoluta a rimanere solo 24
ore. Sono rimasta 24 giorni ed ho potuto assistere a miglioramenti
incredibili su malati terminali senza più speranza e malati diagnosticati
terminali, guarire. Ho esaminato i risultati ottenuti su 400
pazienti."
Nel 1938 un'altra petizione a favore di Rene raccolse 55.000 firme. Un
politico canadese fece la sua campagna elettorale promettendo che avrebbe
permesso che la signora Caisse potesse esercitare la professione medica
senza laurea e "Praticare la medicina e curare il cancro in tutte le
sue forme e le relative indisposizioni e difficoltà che questa malattia
comporta."
La risposta della classe medica fu immediata, il nuovo ministro della
sanità, il dott. Kirby istituì la "Royal cancer Commission" il
cui scopo era quello di appurare la efficacia di discusse terapie per il
cancro. Una delle condizioni inderogabili perchè una medicina potesse
essere legalizzata come cura per il cancro era che la sua formula venisse
consegnata a priori nelle mani della commissione. La pena per la mancata
consegna era una multa la prima
volta per pratica abusiva della professione medica e l’arresto in caso
di recidiva.
Rene Cassie non aveva mai voluto svelare la formula e la commissione
oltretutto non aveva obbligo di riservatezza riguardo alle formule
presentate.
Le due proposte di legge, quella a favore di Rene e quella che istituiva
la commissione per il cancro, furono discusse lo stesso giorno al
parlamento Canadese.
La legge Kirby fu approvata e quella pro-Rene respinta per soli tre voti.
La clinica di Rene era in pericolo, i medici cominciarono a rifiutarsi di
consegnare ai propri pazienti i certificati attestanti il cancro.
Una valanga di lettere di protesta raggiunsero il ministero della sanità,
gli ex malati curati da Rene e quelli che volevano farsi curare si
ribellarono. Il ministro ritenne saggio che la clinica continuasse ad
esistere fino al momento in cui la signora Caisse si sarebbe presentata di
fronte alla commissione per il cancro.
Nel marzo 1939 iniziarono le udienze della commissione per il cancro
istituita dalla legge Kirby. Rene fu costretta ad affittare la sala da
ballo di un Hotel di Toronto per accogliere i 387 ex pazienti che avevano
accettato di testimoniare in suo favore. Tutte queste persone si
dichiaravano convinti che Rene li aveva guariti o che la bevanda aveva
arrestato il cammino devastante del cancro. Tutti erano stati definiti
"senza speranza" dai loro medici prima di sottoporsi alle cure
dell'ospedale di Bracebridge. Solo 49 dei 387 ex malati furono ammessi a
testimoniare. Medici illustri testimoniarono a favore di Rene.
Molti casi furono stralciati perchè le diagnosi furono giudicate
sbagliate e vi furono anche dottori che firmarono dichiarazioni in cui
riconoscevano l'errore. Alla fine il rapporto della commissione fu che:
A) Nei casi diagnosticati con biopsia si contava una guarigione e due
miglioramenti
B) Nei casi diagnosticati con raggi x, una guarigione e due miglioramenti
C) Nei casi diagnosticati clinicamente due guarigioni e quattro
miglioramenti
D) Su dieci diagnosi "incerte", tre erano sicuramente sbagliate
e quattro non definitive.
E) Undici diagnosi erano definite "corrette", ma la guarigione
veniva attribuita a precedente radioterapia.
Insomma la conclusione era che la bevanda non era una cura per il cancro e
che se la signora Cassie non avesse svelato la formula, la legge Kirby
sarebbe stata applicata e la clinica chiusa.
Rene ,sfidando la legge, tenne aperta la clinica ancora per tre anni in
una situazione di semi-clandestinità.
Nel 1942, la clinica venne chiusa Rene era sull'orlo di una crisi di
nervi.
Si trasferì a North Bay ,e là rimase fino al 1948 anno in cui suo marito
morì.
Si presume che continuasse ad aiutare qualche malato che riusciva a
raggiungerla, ma non nella misura che la clinica le aveva permesso.
IL GRANDE RITORNO
Nel 1959 la grande rivista americana "True" pubblicò un
articolo su Rene Caisse e il suo rimedio per il cancro. L'articolo era
frutto di mesi e mesi di indagini, interviste e raccolta di materiali.
L'articolo fu letto da un eminente medico americano il dott. Charles Brush,
titolare del Brush Medical Center di Cambridge.
Il dott. Brush, dopo averla incontrata le propose di andare a lavorare
presso il suo istituto. Quello che le chiedeva era di applicare la
medicina su malati di cancro, testare la formula in laboratorio per
eventuali modifiche e migliorie e, quando si fosse assolutamente sicuri
dell'efficienza, fondare un associazione il cui scopo sarebbe stato quello
di diffonderla nel mondo intero ad un prezzo accessibile.
Non le si chiedeva di svelare la formula ma di usarla su persone malate di
cancro. Per Rene era il massimo dei suoi desideri, accettò.
Rene aveva settant'anni.
Prima di continuare il racconto cerchiamo di capire chi era il dott. Brush.
Il dott. Brush era ed è tuttora uno dei medici più rispettati degli
Stati Uniti.
E' stato il medico personale del presidente J.F. Kennedy e suo amico
fidato.
Il suo interesse per la medicina naturale ed i rimedi delle scuole di
medicina asiatiche risale a molti anni prima il suo incontro con Rene.
Il Brush Medical Center è uno degli ospedali più grandi degli USA ed è
stato il primo ad usare l'agopuntura come metodo di cura, il primo a dare
importanza al fattore alimentare nella cura del paziente ed il primo
istituto medico americano a istituire un programma di assistenza gratuita
per malati indigenti.
Rene cominciò a lavorare nella clinica del dottor Brush nel Maggio del
1959.
Dopo tre mesi il dott. Brush ed il suo assistente dott. Mc Clure redassero
il primo rapporto:
"Tutti i pazienti sottoposti alla cura accusano una riduzione dei
dolori e della massa cancerosa con un evidente incremento del peso e delle
condizioni cliniche generali. Non possiamo ancora dire che sia una cura
per il cancro ma possiamo tranquillamente affermare che è salutare e
assolutamente atossica"
Il dottor Brush, in collaborazione col suo amico Elmer Grove, un
espertissimo erborista, arrivò a perfezionare la formula fino al punto
che essa non dovette mai più essere iniettata. Aggiungendo altre erbe
alla formula originale, erbe che definirono "potenziatori", la
medicina poteva essere assunta per via orale solamente.
Finalmente si apriva la possibilità che ognuno potesse assumere la
medicina comodamente a casa propria, evitando viaggi e fatiche spesso
insopportabili per malati gravi.
Il dott. Mc Clure inviò dei questionari agli ex pazienti di Rene per
verificare la durata di vita dopo la guarigione, le risposte che ricevette
confermavano le parole di Rene: "La bevanda degli indiani CURA IL
CANCRO"
Ecco un breve elenco:
Norma Thompson curata 20 anni prima nessuna ricaduta
Clara Thornbury curata 22 anni prima nessuna ricaduta
DH Laundry curato 12 anni prima nessuna ricaduta
Nellie Mc Vittie curata 23 anni prima nessuna ricaduta
Wilson Hammer curato 31 anni prima nessuna ricaduta
John McNee curato 30 anni prima nessuna ricaduta
Jack Finley curato 20 anni prima nessuna ricaduta
Lizzle Ward curata 14 anni prima nessuna ricaduta
Accadde però che nuove difficoltà impedissero a Rene di continuare a
lavorare col dott. Brush .
I laboratori che fornivano le cavie per gli esperimenti interruppero la
fornitura e il dott. Brush fu invitato dalla "American Medical
Association" a non usare metodi che uscissero dai binari
dell'ortodossia.
Rene tornò così a Bracebridge per evitare altre battaglie legali.
Il dott. Brush continuò i suoi esperimenti su uomini ed animali e nel
1984 dette la massima fiducia alla bevanda.
Ammalatosi di cancro all'intestino, si curò solo con essa e guarì.
Rene rimase a Bracebridge dal 1962 al 1978 continuando a rifornire il
Dott. Brush con la medicina di erbe, lui la teneva informata dei progressi
delle sue ricerche e dell'efficacia che riscontrava su altre malattie
degenerative.
Rene, alla veneranda età di 89 anni tornò alla ribalta.
Nel 1977 il periodico" Homemakers" pubblicò la storia della
bevanda e di Rene. L'articolo ebbe l'effetto di una bomba atomica
sull'opinione pubblica canadese. Presto la sua casa fu assalita dalle
persone che chiedevano la bevanda ed essa fu costretta a richiedere
l'aiuto della polizia per poter uscire di casa.
Fra i molti che lessero l'articolo vi era anche David Fingard, un chimico
in pensione titolare di una azienda farmaceutica la "Resperin".
Fingard si domandò come fosse possibile che la formula di una sostanza
così efficace avesse potuto rimanere nelle mani di una vecchietta per
tutti questi anni.
Decise che lui si sarebbe inpossessato della formula.
Non si scoraggiò ai primi rifiuti e finalmente trovò la chiave per
aprire il forziere nel cuore di Rene. Promise che avrebbe aperto cinque
cliniche in Canada, aperte a tutti, poveri compresi, e che per queste
aveva già trovato i finanziamenti da una grande azienda mineraria
canadese. Il 26 Ottobre 1977 Rene consegnò la formula della bevanda nelle
mani del signor Fingard. Il dott. Brush era presente solo nella veste di
testimone. Il contratto prevedeva ,in caso di commercializzazione, un
ricavo del 2% a favore di Rene.
Nei giorni seguenti la Resperin chiese ed ottenne dal ministero per la
salute ed il benessere, pressato dall'opinione pubblica, il permesso di
testare la bevanda in un programma pilota su malati terminali di cancro.
Due ospedali e molte decine di medici avrebbero partecipato al programma
di sperimentazione clinica, usando la bevanda fornita dalla Resperin che
si impegnava a seguire tutte le norme sanitarie vigenti. L'opinione
pubblica Canadese era entusiasta.
Rene percepiva pochi dollari con i quali doveva anche fornire le erbe alla
Resperin.
Presto i due ospedali dissero che desideravano cambiare gli accordi e che
avrebbero abbinato alla bevanda le terapie tradizionali (chemio e
radio-terapia).
Fu deciso di continuare il programma solo con i medici di base.
Nel frattempo Rene Caisse moriva .
Ai suoi funerali erano presenti centinaia di persone provenienti da ogni
dove.
Il governo Canadese interruppe gli esperimenti della Resperin giudicandoli
inutili perchè mal eseguiti.
La Resperin infatti non era quella grande azienda che il suo titolare
aveva fatto credere a Rene.
Il dott. Brush. insospettito dalla mancanza di informazioni, aveva svolto
delle indagini sull'azienda. Quello che ne risultò era che la Resperin
era formata da due settantenni di cui uno era Fingard e l'altro un ex
ministro di un precedente governo, il dott. Mattew Dyamond.
Dyamond con l'aiuto della moglie preparava l'infuso nella cucina di casa.
Le forniture ai medici di base erano spesso in ritardo o insufficienti o
malfatte. Inoltre la totale mancanza di coordinazione del programma aveva,
reso impossibile un accurato controllo sui medici coinvolti.
In una circolare interna, il ministero giudicava così gli esperimenti
clinici con la bevanda: "Non sono valutabili i casi clinici
raccolti"
Nei documenti ufficiali la bevanda, fu dichiarata però: "non
efficace nella cura del cancro". Fu anche riconosciuta la sua
assoluta atossicità. Sotto la pressione delle proteste da parte dei
malati, fu immessa in un programma di distribuzione di medicine speciali,
a malati terminali, per motivi compassionevoli. ( Nello stesso programma
era anche 1'AZT farmaco per l’AIDS, che fu poi legalizzato nel 1989)
I malati avrebbero potuto d'ora innanzi ottenere la bevanda dietro
presentazione di una serie di domande ufficiali di non facile compilazione
.
La bevanda ,col nome ufficiale con cui era conosciuta in Canada non
avrebbe mai potuto essere venduta come medicina.
Il dott. Brush era disgustato dalla vicenda, unico possessore della
formula migliorata, decise che avrebbe aspettato migliore occasione per
diffondere questa conoscenza.
Continuò nel suo ospedale ad usare la bevanda che nel 1984 lo guarì dal
cancro all'intestino.
Elaine Alexander
Nel 1584 entra in scena, il personaggio che avrebbe dato una svolta alla
nostra storia.
Elaine Alexander una giornalista radiofonica che aveva dato vita ad
interessanti e seguitissimi programmi alla radio riguardanti le medicine
naturali e approfondimenti sulla allora nuova malattia, l'AIDS.
Elaine telefono al dott. Brush, gli dimostrò che era informatissima sulla
storia di Rene e della bevanda e gli chiese se fosse disposto a farsi
intervistare nel corso di un programma che si sarebbe chiamato "STAYN’
ALIVE".
Il dott. Brush per la prima volta rilasciò una dichiarazione pubblica
sulla medicina:
Elaine: «Dott. Brush e vero che lei ha studiato gli effetti della bevanda
su malati di cancro ricoverati presso la sua clinica?»
Brush: «E' vero.»
E.: «I risultati che ha ottenuto si possono definire significativi o dei
semplici" aneddoti", come afferma qualche suo collega?»
B.: «Molto significativi.»
E.: «Ha riscontrato nella cura degli effetti collaterali ?»
B.: «Nessuno.»
E.: «Dott. Brush la prego di arrivare al punto, lei afferma che la
bevanda può aiutare le persone affette da cancro oppure che è una cura
per il cancro?»
B.: «Posso affermare che è una cura per il cancro.»
E.: «Può ripeterlo per favore?»
B.: «Certo, con molto piacere, la bevanda è una cura per il cancro. Ho
potuto constatare che può far regredire il cancro ad un punto tale che
nessuna conoscenza medica attuale è in grado di raggiungere.»
Le parole del dott. Brush scatenarono una ondata di telefonate, l'uscita
della stazione radiofonica fu circondata dalle persone che non avevano
potuto accedere alla linea telefonica.
Elaine cominciava a capire quanto frustrante fosse non poter aiutare chi
chiede aiuto.
Nei due anni che seguirono Elaine mise in onda sette programmi di due ore
ciascuno solo sulla bevanda. Il dott. Brush vi partecipò per quattro
volte ancora, numerosi medici, paramedici ed ex malati furono
intervistati. Tutti confermarono quanto detto dal dott. Brush.
'La bevanda è una cura, per il cancro"
Elaine era così pressata dalle richieste di aiuto che si adoperò perchè
alcuni dei malati fossero inseriti nel programma caritatevole del Governo.
Ma la strada era tanto difficile e complicata che solo pochi vi potevano
accedere.
Elaine passò tre anni terribili pressata da migliaia di richieste di
aiuto, non poteva distribuire la tisana.
Il programma del governo era così lento nel concedere i permessi che
spesso le persone morivano prima di potervi accedere.
Finalmente le venne l'idea luminosa.
Pensò: "Perchè continuare a combattere con le istituzioni per far
riconoscere la medicina come una "vera" cura per il cancro? Non
era forse questa un semplice the di erbe? Una tisana innocua ed atossica?
Bene si sarebbe venduta come tale. Senza attribuirle nessun merito per la
cura del cancro ne per altre malattie. Sarebbe stata venduta nelle
erboristerie (che in America e Canada si chiamano "negozi della
salute"). La voce si sarebbe presto diffusa tra i malati di cancro.
Illustrò il suo progetto al dott. Brush che ne rimase entusiasta. Egli
capì che questa era la chiave per rendere la tisana accessibile a tutti.
Decisero insieme di cercare la ditta giusta che potesse garantire un
prezzo onesto, una meticolosa, preparazione della formula, un controllo
sulla qualità delle erbe utilizzate e la capacità di far fronte alle
richieste enormi che sarebbero seguite di lì a qualche anno.
Ci misero sei anni, scartando e selezionando decine di aziende.
Finalmente nel 1992 la bevanda era in vendita prima in Canada, poi negli
USA. Nel 1995 Ha fatto la sua prima comparsa in Europa.
Dal Luglio 1996 si trova anche in Italia.
Elaine Alexander è morta nel maggio 1996,
Questa avvincente storia continua.
Forse queste poche pagine potranno salvare la vostra vita o quella di
qualcuno che vi sta molto a cuore, fotocopiatele e diffondetele, è
l'unico mezzo pubblicitario che la bevanda dispone. Date il nome della
bevanda ma scrivetelo su altra pagina.
Settembre 1996
MALATTIE E DISORDINI IN CUI LA TISANA HA DIMOSTRATO DI ESSERE EFFICACE
IPOGLICEMIA
SCLEROSI MULTIPLA
MORBO DI PARKINSON
ARTRITI
SINDROME DA AFFATICAMENTO CRONICO
ULCERA
PROBLEMI ALLA TIROIDE
FIBROMATOSI
EMORROIDI
PROBLEMI URINARI E ALLA PROSTATA
PROBLEMI DI CIRCOLAZIONE
DIABETE, (RISTABILISCE LE NORMALI FUNZIONI DEL PANCREAS)
TUMORI
INSONNIA
PSORIASI
IMPOTENZA SESSUALE
MORBO DI ALZHEIMER
ASMA E ALLERGIE
INOLTRE:
1. E un sedativo naturale quindi agisce sul sistema nervoso calmando la
persona.
2. Attenua i dolori o addirittura li elimina anche nei casi più gravi.
3. Arresta le emorragie agendo come ricostituente del sangue.
4. Previene e corregge la costipazione.
5. Fa ritornare il senso del gusto.
6. Aiuta la digestione.
7. E' efficace per l'insonnia.
8. Rinforza il sistema immunitario.
9. E! un ottimo tonico profilattico.
10. Aiuta a guarire dalle ustioni intestinali provocate dalla
radioterapia.
11. Lenisce e previene gli effetti da avvelenamento causato da alluminio,
piombo e mercurio.
12. Riduce i depositi di metallo pesante nei tessuti, in particolare
quelli che circondano le giunture.
13. Protegge il cervello dalle tossine che lo attaccano.
14. Dà un senso diffuso di benessere al corpo.
15. Riduce il volume delle masse nodulari
Autore anonimo, tratto probabilmente dal libro "Essiac
Project".
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Il tuo spirito
il mio spirito,
possano unirsi per formare
uno spirito curativo,
ci hai dato la bellezza,
ora chiediamo a te di farci dono
del benessere.
(preghiera Ojibawa prima della raccolta di erbe del decotto
FlorEssenee)
|
| Novembre
1984: |
Charles Brusch, uno dei più eminenti dottori degli Stati Uniti,
fondatore nel 1950 del Brusch Medical Center, medico personale
di John Kennedy, accreditato di onorificenze internazionali di
massimo prestigio, viene intervistato alla radio da Elaine
Alexander, già autrice di una serie di indagini giornalistiche
di profondo impatto.
Elaine: Dottor Brusch, lei ha studiato gli effetti del decotto
di erbe di Rene Caisse su pazienti affetti da cancro nella sua
clinica?
Dott. Brusch: Si.
Elaine: I risultati sono stati significativi oppure episodici?
Dott. Brusch: Altamente significativi!
Elaine: Questo decotto di erbe ha degli effetti collaterali?
Dott. Brusch: Nessuno.
Elaine: Dottor Brusch, veniamo al nocciolo della questione. Sta
affermando che si possono aiutare delle persone affette da
cancro, oppure che si possono guarire?
Dott. Brusch: Sto affermando che si possono guarire! Elaine:
Vorrebbe ripeterlo un'altra volta, dottor Brusch? Dott. Brusch:
Si, con piacere. Questo decotto d'erbe è una cura anticancro.
L'ho visto ridurre o sconfiggere forme di cancro ad uno stadio
così avanzato che niente di tutto ciò di cui dispone la
scienza medica avrebbe permesso di conseguire simili risultati.
Non l'avrei creduto io stesso se non l'avessi constatato con i
miei occhi. Sono fermamente convinto che non ci siano terapie
anticancro più efficaci.
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1902- 1992: dal decotto d'erbe di Rene Caisse al
Flor Essence |
Un vecchio uomo medicina indiano, della tribù Ojibawa, si offri
di curare nel 1902 una donna inglese colpita da cancro al seno,
immigrata in Ontario con il marito minatore. Il rimedio del
vecchio indiano era "eredità dei grandi padri, una bevanda
benedetta che purifica il corpo e lo riporta in armonia con il
grande spirito". Venti anni dopo la stessa donna inglese
ricordò a Rene Caisse, capo infermiera al Sister Providence
Hospital di Haileybury, Ontario, la storia della sua guarigione
e del rimedio dell'indiano. Rene Caisse s'interessò subito alla
ricetta e la sperimentò sulla sua zia prediletta, Mireza, cui
era stato diagnosticato un cancro in fase avanzata allo stomaco
e al fegato. Dopo due mesi di cure giornaliere con il decotto la
zia stava meglio, molto meglio. Visse per altri vent'anni.
La Caisse, insieme al medico di Mireza, dottor Fischer, rimase
molto colpita. Entrambi decisero di sperimentare l'infuso d'erbe
su altri pazienti ai quali era stato diagnosticato un cancro in
fase terminale. Curati con l'infuso, questi ultimi mostrarono un
netto miglioramento. La voce si sparse.
A seguito della guarigione di un importante paziente affetto da
cancro dell'intestino in fase terminale, il Comune di
Bracebridge nel 1934 le mise a disposizione gratuitamente dei
locali per aprire una clinica (dove lei avrebbe per decenni
curato gratuitamente pazienti di cancro).
Un tipico esempio delle guarigioni avvenute quando Rene Caisse
curava i pazienti nella sua clinica è quello di Nellie McVittie,
che nel 1935 dovette essere trasportata alla "Clinica
Caisse". Diagnosi: cancro dell'utero e della cervice.
Pesava solo trentanove chili e aveva una brutta emorragia.
Nellie, che era ancora viva ed in buona salute nel 1977, raccontò
in quell'anno al periodico canadese Homemaker's come la terapia
con il decotto d'erbe della Caisse l'aveva salvata.
May Henderson fu inviata dal suo medico, il dottor J.A. McInnis,
presso la clinica della Caisse, perché ormai in fin di vita:
"Avevo la carnagione smorta, i capelli deboli e privi di
vita e gli occhi, che di solito sono azzurri, erano diventati
grigi e inespressivi. Mi venne un'emorragia così forte che
pensai di morire, e non riuscivo assolutamente a stare in
piedi". Così racconta la sua guarigione: 1n un primo
tempo, le masse sembravano indurirsi, ma in seguito ci fu una
svolta decisiva e scaricai grandi quantità di materiale
carnoso".
Medici provenienti dal Canada e dagli Stati Uniti (fra i quali
molti scettici) si presentarono in clinica per osservare la
terapia, parlare con i pazienti, esaminare i dati e verificare
di persona cosa stava accadendo a Bracebridge. Il dottor
Benjamin Leslie Guyatt, membro del consiglio d'amministrazione
dell'Istituto di Anatomia dell'Università di Toronto, fu un
visitatore assiduo. Ecco cosa scrisse sulla clinica: in molti
casi, con il procedere della cura i lineamenti contratti
tornavano normali e il dolore si attenuava.
Il sollievo dal dolore è un aspetto rilevante, poiché in
queste patologie il dolore è difficile da controllare.
Esaminando alcuni casi, scoprii che l'emorragia veniva tenuta
rapidamente sotto controllo in situazioni particolarmente
difficili; lesioni aperte alle labbra e alle mammelle
rispondevano bene alla cura, il cancro della cervice, del retto
e della vescica scompariva e pazienti con cancro allo stomaco
diagnosticato da rispettabili medici e chirurghi ritornavano
alla normale attività. Sono stato testimone di una terapia che
porta alla guarigione distruggendo i tessuti tumorali e
ristabilendo le normali funzioni fisiologiche".
Tra i dottori che esaminarono con cura il lavoro della Caisse,
ci fu il dottor Richard Leonard, medico legale di Rochester, New
York. Era un oncologo che aveva scritto numerosi libri sul
cancro e aveva viaggiato a lungo per osservare le procedure
chirurgiche avanzate. Così lo ricorda la Caisse: "Era un
tipo schietto, molto scettico e senza peli sulla lingua. Disse
che non credeva che la mia fosse una sostanza anticancro, ma.
dopo aver iniziato a parlare con i pazienti, disse che stavo
facendo del bene e che infondevo loro speranza. Trascorse il
tempo parlando con medici e pazienti".
Poco prima di andarsene, si sedette davanti alla Caisse e le
disse:
- Perdio, lei ce l'ha fatta! Però la medicina ufficiale non le
permetterà di giocarmi questo tiro. Io ho passato sette anni
alla facoltà di medicina e ho scritto dei libri.
La dottoressa Emma Carson arrivò dalla California. Inizialmente
aveva deciso di fermarsi alla clinica Caisse un giorno solo.
Parti dopo ventiquattro giorni: "La grande maggioranza di
coloro che si recavano da Rene erano pazienti sui quali
chirurgia, radioterapia, ecc., si erano inutili e quindi si
definivano incurabili. I progressi che si potevano registrare, i
risultati effettivi ottenuti dal decotto d'erbe e la rapidità
di guarigione erano assolutamente sorprendenti e probabilmente
non Vera motivo per dubitare. li mio scetticismo però non
scomparve, né tanto meno risultò smorzato dalle speranze e
dalla fede così animatamente espresse dai pazienti e dai loro
amici. Quando ebbi controllato, confrontato e riassunto dati,
casi, cartelle cliniche, ecc. sentii che lo scetticismo mi aveva
abbandonato. Esaminai i risultati ottenuti su quattrocento
pazienti".
Nel 1925 il dottor LA. McInnis aveva curato con il decotto
d'erbe della Caisse una donna diabetica per un cancro avanzato
all'intestino. Sconfitto il cancro, anche il diabete era
scomparso! Nel 1936 il dottor Banting, uno dei partecipanti alla
scoperta dell'insulina, affermò che il decotto aveva il potere
di stimolare il pancreas fino a riportarlo alle sue normali
funzioni. curando così i malati di diabete.
Il Ministero della Sanità canadese fu ostile alla Caisse e al
suo decotto sin dall'inizio, quando mandò suoi emissari per
arrestarla e quando nel 1939 ordinò che la clinica di
Bracebridile fosse chiusa perché la Caisse si rifiutava di
rivelare la formula del decotto d'erbe. La Caisse temeva
speculazioni e la sua priorità fu sempre di poter curare anche
i più poveri. Per questo rifiutò persino l'offerta di un
milione di dollari (nel 1937!) da parte di una ditta
farmaceutica americana. Però, nel 1939, sembrò che la storia
del decotto dovesse estinguersi ancora una volta. La Caisse
tenne la clinica aperta in una situazione di semi-clandestinità
per 3 anni ma, sull'orlo di una crisi di nervi, si arrese nel
1942.
Fu invece nel 1959, all'età di settanta anni, che la Caisse
diede inaspettatamente inizio alla fase più importante per
questo rimedio d'erbe, che portò poi al Flor Essence.
Accettò di recarsi presso i laboratori del dottor Brusch (che
abbiamo visto all'inizio intervistato alla radio) per la
sperimentazione del rimedio presso uno dei più prestigiosi
centri di ricerca statunitensi.
La prima paziente fu una donna di quarant'anni, Lena Burcell. I
raggi X avevano evidenziato in lei un cancro polmonare in fase
terminale. Dopo una prima cura con il decotto d'erbe, la
respirazione cominciò a migliorare. I forti dolori che provava
alle articolazioni diminuirono. Visse altri tre mesi. John
Cronin, cancro avanzato al polmone destro diagnosticato mediante
biopsia: gli furono necessari sette trattamenti settimanali con
il decotto d'erbe perché il dolore al torace e la difficoltà
di respirazione scomparissero. Poi Cronin fu in grado di salire
senza sforzo varie rampe di scale e infine di riprendere l'hobby
del nuoto. Russel MeCassey, che soffriva di un basalioma della
guancia destra, diagnosticato tramite biopsia, fu sottoposto a
quattro trattamenti con il decotto d'erbe. La lesione cambiò
colore, da rossa divenne rosa pallido e si ridusse notevolmente.
Il principale cratere ulceroso formato dal cancro stava
scomparendo. Cinque settimane dopo, la lesione era completamente
guarita. Rimase solo una piccola cicatrice dovuta alla biopsia.
Wilbur Dymond, 58 anni, soffriva di cancro della prostata. Dopo
appena due mesi di cure la massa dura scomparve eccetto in un
piccolo nodulo. Il paziente riferì di non sentire più l'atroce
dolore quando urinava.
Dopo tre mesi dall'inizio della sperimentazione, il dottor
Brusch e il direttore delle ricerche del Brusch Medical Center,
dottor McClure, erano rimasti profondamente colpiti. Nella loro
prima relazione sul decotto della Caisse essi scrissero:
"Clinicamente, su pazienti affetti da cancro, la terapia
con il decotto allevia il dolore e provoca una riduzione della
crescita della massa tumorale; i pazienti aumentano di peso e
mostrano un miglioramento delle condizioni generali di salute.
Tutto questo, dopo tre soli mesi di osservazione. E dopo le
prove raccolte sui pazienti curati dalla Caisse venticinque anni
prima, i medici del Brusch Medical Center ritengono che il
rimedio di erbe è realmente efficace nella cura del cancro. I
medici per ora non affermano che il decotto d'erbe di Rene
Caisse sia una cura, ma riconoscono che non è tossico e da esso
si può trarre vantaggio".
Il dottor Brusch, vinte le resistenze della Caisse, sperimentò
il rimedio d'erbe anche su topi, non tanto per verificarne
l'efficacia (ne aveva avuto già prove convincenti), quanto
piuttosto al fine di perfezionare la formula aggiungendo, se
necessario, nuove erbe, nella speranza di ottenere risultati
ottimali. Attraverso delle intense sperimentazioni, sfociate con
studi su esseri umani, i ricercatori scoprirono che, aggiungendo
alla formula originale più erbe (dette
"potenziatici"), la miscela diventava anche più
efficace.
Nel 1984 il dottor Brusch volle dare fiducia al decotto d'erbe
curando il proprio cancro esclusivamente con tale rimedio. Nel
1990 Brusch avrebbe scritto: "Ancora oggi sostengo questa
terapia, che ha curato con efficacia il cancro che mi aveva
originariamente colpito al colon. Nell'agosto 1989 non fu
trovato più alcun segno di patologia neoplastica.
Ho assunto il rimedio d'erbe tutti i giorni a partire dal giorno
della diagnosi e recenti referti medici confermano che godo di
buona salute".
Dopo non molto tempo dall'inizio della sperimentazione i
laboratori che fornivano i roditori per i test (Memorial
Sloan-Kettering Institute) sospesero improvvisamente le
consegne.
Qualcosa era accaduto. L'Ordine dei Medici Americani chiari al
dottor Brusch che proibiva ai suoi iscritti di parlare ai
pazienti di farmaci anticancro non riconosciuti. Invece di
iniziare una nuova battaglia, la Caisse decise di tornare a
casa. Riteneva di aver portato a termine ciò che si era
proposta di fare: sperimentare il rimedio d'erbe alle condizioni
che aveva sempre desiderato, ad opera di uno dei più
prestigiosi luminari degli Stati Uniti. Aveva stima e fiducia in
lui e sapeva che, non appena lo avesse ritenuto possibile, il
dottor Brusch avrebbe cercato di introdurlo sul mercato a
disposizione di tutti.
La terza ed ultima fase della vicenda Caisse portò, in effetti,
al Flor Essence. Il dottor Brusch si decise a rinunciare
all'idea di convincere l'establisliment medico a legittimare il
decotto della Caisse. Non aveva funzionato fino ad allora e non
avrebbe funzionato mai. La natura stessa della terapia, un
innocuo infuso d'erbe, contrastava con il pensiero ortodosso:
cioè con la convinzione che il corpo malato debba subire un
intervento radicale sotto forma di veleno, di radiazioni e di
chirurgia per ridurre o sconfiggere il male. Perché combattere
una guerra che non può essere vinta? Perché non portare
semplicemente il decotto della Caisse fuori dall'arena della
medicina ufficiale? Come? Semplicemente vendendolo nei negozi di
alimenti naturali per quello che effettivamente è, cioè un
innocuo infuso d'erbe disintossicante, senza menzionare il suo
potere anticancro. Il vecchio indiano non aveva chiamato il suo
farmaco "bevanda benedetta che purifica il corpo"? Il
dottor Brusch non aveva parlato delle straordinarie proprietà
disintossicanti del decotto di Rene Caisse? I tè alle erbe non
costituivano un pericolo per il mondo della medicina. Flor
Essence, anche se ridotta ad una anonima miscela di erbe
disintossicante, sarebbe rinata grazie ai risultati che poteva
ottenere.
L'azione disintossicante rafforza gli emuntori e soprattutto il
sistema immunitario, il che in parte è il motivo per il quale
si ritiene che il decotto sia così efficace non solo nel
controllo del cancro, ma contro un gran numero di altre malattie
tra le quali: ipoglicemia, sclerosi multipla, morbo di Parkinson,
artrite, sindrome da stanchezza cronica, ulcera, problemi di
tiroide, emorroidi, prostata e problemi urinari, circolazione,
diabete, patologie neoplastiche, disturbi del sonno, verruche,
psoriasi, impotenza, morbo di Alzheimer, asma oltre a varie
allergie.
Flor Essence è un infuso d'erbe che può essere assunto per la
cura di qualunque malattia in virtù delle sue naturali proprietà
disintossicanti che potenziano le capacità di guarigione del
corpo stesso.
Verso la fine del 1992 la produzione delle erbe del decotto fu
affidata a Flora, un'azienda già leader in prodotti naturali
disintossicanti, che si innamorò del decotto della Caisse e che
avrebbe raccolto e coltivato le erbe proprio come lei aveva
fatto fino ad allora.
Finalmente il pubblico poteva ottenere il decotto anticancro
degli indiani Ojibawa e ottenerlo subito, proprio come Rene
Caisse aveva sempre desiderato accadesse.
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|
Aspetti vecchi e nuovi
della preparazione
|
Recentemente
sono apparsi sul mercato una varietà di rimedi che si
rifanno al decotto della Caisse e che, anche se hanno più
o meno gli stessi componenti, si differenziano, oltre
che per la proporzione tra le erbe, soprattutto perché
alla tradizionale decozione viene sostituita una blanda
infusione; altri addirittura compaiono sotto forma di
compresse o capsule contenenti le varie erbe da
polverizzare.
La formula sperimentata da Rene Caisse e dal dottor
Brusch contiene otto piante, di alcune è utilizzata la
corteccia o la radice, di altre le foglie. La
proporzione ponderale del composto evidenzia la maggior
parte legnosa rispetto alle foglie, ed è appunto dalle
radici e dalla corteccia che devono essere estratti
principi attivi anche in forma di mucillagini. Per
ottenere questo bisogna sottoporre il composto ad una
robusta decozione. Quest'analisi ci riporta alla
tradizione degli "uomini di medicina" della
tribù degli Ojibwa che preparavano il decotto secondo
la logica degli ingredienti. La maergior parte delle
ditte che producono questo tipo di decotto consigliano
la preparazione mediante bollitura degli ingredienti per
almeno 10 minuti.
Facendo ora un parallelo con la medicina ayurvedica, la
"scienza della vita" dalla millenaria
tradizione indiana, notiamo che anche in questo sistema
sono praticate lunghe decozioni chiamate "quath"
quando la parte legnosa, sia tronco che radici, è
maggiore rispetto alle foglie o fiori. In questo caso i
decotti sono spinti fino a raggiungere un quarto del
liquido iniziale. Nel caso del decotto di Rene Caisse
abbiamo invece una riduzione del liquido del 30% circa;
si deduce con ciò che il principio d'estrazione degli
indiani Ojibwa mediante decozione è ulteriormente
confermato anche da altre tradizioni erboristiche.
Da queste considerazioni, si può affermare che solo con
la decozione si estraggono i principi attivi necessari e
nella qualità ottimale per avere un prodotto che
migliora le funzioni fisiologiche di soggetti che sono
sottoposti a trattamento terapeutico per tumori o altre
malattie degenerative.
Si potrebbe essere indotti a pensare inoltre, che quest'operazione
comune a molte culture erboristiche tradizionali (nativi
americani, ayurveda, cinesi, ecc.) sia il frutto della
consapevolezza di poter apportare con la
somministrazione di calore, in forma ben definita e
controllata, delle trasformazioni. Tali trasformazioni
non avverrebbero solo nella componente chimica e
sull'attività farmacologica, ma probabilmente anche in
quella di natura energetica che certamente il Flor
Essence possiede, essendo l'azione da esso mostrata
negli anni di sperimentazione molto maggiore di quella
riscontrabile nelle singole piante in essa contenute.
Quanto appena esposto potrebbe dare una spiegazione ai
notevoli miglioramenti sia sul piano fisico generale sia
su quello patologico delle persone che assumono il Flor
Essence come supporto alle terapie antitumorali in atto.
Si può affermare ora che, vista la composizione e il
modo in cui è preparato, il Flor Essenee sia il
migliore in assoluto perché la decozione esalta le
proprietà delle singole erbe e il loro sinergismo. L'spefienza
ci dice inoltre che non basta presentare un nuovo tipo
di prodotto affermando che il vecchio è superato, ma
bisogna supportare queste affermazioni con ampie e
documentate ricerche.
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L’azione
disintossicante di Flor•Essence rafforza il
sistema immunitario, per questo si ritiene che
lo stesso si così efficace non solo contro il
cancro, ma contro un gran numero di malattie tra
le quali:
|
| |
Ipoglicemia
Sclerosi multipla
Morbo di Parkinson
Artrite
Sindrome di stanchezza cronica
Ulcera
Problemi di tiroide
Emorroidi
Prostata e problemi urinari
Circolazione
Diabete
Patologie neoplastiche
Disturbi del sonno
Verruche
Psoriasi
Impotenza
Morbo di Alzheimer
Asma
oltre a varie allergie.
|
| |
Non
esistono prove cliniche a sostegno di quanto sopra
ma nel libro “Il Rapporto di Cassie” vi
figurano numerose testimonianze certificate.
Altri potenziali benefici sono: |
| |
Calma il corpo poiché
è un sedativo naturale.
Riduce il dolore, e in molti casi gravi è in
grado di eliminarlo completamente.
Arresta le emorragie e migliora le condizioni
del sangue.
Previene e cura la stitichezza.
Ripristina le papille gustative.
Favorisce la digestione.
Cura l’insonnia.
Rafforza il sistema immunitario ( un grande
beneficio mentre si è sottoposti a terapie
anticancro).
Agisce da efficacissimo tonico preventivo.
Favorisce la scomparsa di bruciori intestinali
dovuti a radioterapia
Previene la comparsa di effetti dannosi legati
ad avvelenamento da alluminio, piombo e
mercurio.
Riduce i depositi di metallo pesante nei
tessuti, specialmente quelli che circondano le
articolazioni. Lenisce infiammazioni e rigidità,
e forse per questo Flor•Essence agisce contro
i sintomi dell’artrite.
Protegge dalle tossine che penetrano nel
cervello.
Infonde una sensazione generale di benessere.
Riduce la massa nodulare.
|
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|
Come
preparare il Flor Essance
|
| Materiale
necessario : |
| |
- Quattro
bottiglie di vetro da 0,33 L
- Un imbuto
(acciaio inox o plastica)
- Un spatola (in
legno)
- Un mestolo (in
acciaio inox)
- Una pentola
(non d'alluminio)
|
Cercate
di sterilizzare il più possibile.
|
|
 |
Fase
1
Versare
1,25 litri di acqua fresca, fredda (o
distillata). Non usare acqua fluoridata.
Coprire e portare a bollitura.
|
|
 |
Fase
2
Levare
dal calore. Versare gentilmente il
contenuto di una bustina di FlorEssence
21 grammi, nell’acqua bollente,
mescolare e coprire.
|
|
| |
 |
|
Fase
3
Rimettere
la pentola sul calore. Bollire al
coperto per 10-12 minuti (bollire
vigorosamente).
|
|
| |
 |
|
Fase
4
Levare
dal calore. Con la spatola, raschiare
dal coperchio e dalle pareti della
pentola ogni traccia di erbe e
rimetterle nel liquido.
Coprire e lasciare riposare il tutto per
10-12 ore a temperatura ambiente.
|
|
| |
 |
|
Fase
5
Completato
questo riposo, mescolare bene, ricoprire
e riportare la soluzione al calore fino
a prima della bollitura.
Far riposare per 20 minuti.
|
|
| |
 |
|
Fase
6
Con un mestolo somministrare il liquido
solamente (non i sedimenti) attraverso
un setaccio da farina (plastica o
acciaio), lasciando i sedimenti nella
pentola originale. Alcuni sedimenti
possono passare, ma cercate di ritenere
principalmente il liquido (non
filtrare).
Trasferire la soluzione ancora calda in
vasetti di vetro (non plastica), caldi,
a piccola apertura, chiudere e sigillare
un vasetto alla volta.
Refrigerare i vasetti (non congelare) e
mantenerli sempre refrigerati e
sigillati.
Non utilizzare vasetti aperti e non
rifrigerati.
|
|
| Nota: |
| |
- Se il liquido
rimanente dopo la bollitura é meno di
un litro, usare una pentola più
grande per compensare la perdita
d’acqua dovuta all’evaporazione.
- La tisana che
avete preparato non contiene
preservanti quindi soggetta a
deterioramento.
- Il colore e il
sapore cambiano a seconda del raccolto
e del luogo d’origine delle erbe.
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|
Dosaggi
|
| |
| Medicamento
profilattico o tonico: |
|
•
Agitare bene FloroEssence
liquida prima dell'uso.
• Misurare da 28 a 56 ml
una volta al giorno.
• Diluire con una quantità
uguale o doppia di acqua
calda bollita. (Si consiglia
di utilizzare acqua priva di
fluoro).
• Sorseggiare lentamente.
• Assumere a stomaco vuoto
la mattina o la sera prima
di coricarsi.
|
| |
| Forza
extra (per malattia attiva): |
| |
•
Misurare 56 ml una o due
volte al giorno.
• Diluire con una quantità
uguale o doppia di acqua
calda bollita. (si consiglia
di utilizzare acqua priva di
fluoro).
• Sorseggiare lentamente.
• Assumere a stomaco vuoto
la sera prima di coricarsi e
la mattina un'ora prima di
colazione.
|
| |
| Forza
massima: |
|
•
Misurare 56 ml tre volte al
giorno. Diluire con una
quantità uguale o doppia di
acqua calda bollita. (Si
consiglia di utilizzare
acqua priva di fluoro).
• Sorseggiare lentamente.
Ai primi miglioramenti
stabili, ridurre
l'assunzione a due volte al
giorno.
|
| |
| Per
ragazzi: |
| |
•
Quantità massima
giornaliera 42-56 ml.
• Diluire con una quantità
uguale o doppia di acqua
calda bollita. (Si consiglia
di utilizzare acqua priva di
fluoro).
• Sorseggiare lentamente.
Assumere a stomaco vuoto metà
della quantità giornaliera
la sera prima di coricarsi,
e metà la mattina un'ora
prima di colazione.
• Tenere fuori dalla
portata dei ragazzi.
|
| |
| Per
bambini: |
| |
•
Quantità massima
giornaliera 28 ml.
• Diluire con una quantità
uguale o doppia di acqua
calda bollita. (Si consiglia
di utilizzare acqua priva di
fluoro).
• Sorseggiare lentamente.
Assumere a stomaco vuoto metà
della quantità giornaliera
la sera prima di coricarsi e
metà la mattina.
• Tenere fuori dalla
portata dei bambini.
|
| |
|
SORSEGGIARE
IL TE IN TRE 0 QUATTRO
MINUTI.
|
| |
| Flor*Essence
compie un'azione di indubbia
importanza nel circoscrivere
le neoplasie all'interno del
corpo, le distrugge e le
elimina unitamente a veleni e
tossine. Ma anche se il
preparato fa bene, una quantità
eccessiva può essere dannosa.
Se si eccede il dosaggio
raccomandato si può correre
il rischio che si formi un
blocco, poiché il materiale
distrutto dovrebbe essere
espulso dal corpo troppo
rapidamente. Non sono noti
casi in cui ciò si è
verificato, ma occorre tenere
presente questa possibilità
teorica. |
|
|
Appendice
I:
Studio descrittivo
di pazienti con
cancro che usano il
Flor Essence
|
| |
Richardson
MA, Center for Health
Promotion Research and
Development, The
University of
Texas-Houston, Tattern
of Use and descriptive
study of cancer
patients using Flor
Essence in North
America",
National Institutes of
Health, grant: 5 U24
CA66826-03
Nella letteratura
medica sono riportate
numerose testimonianze
dell'uso di Flor
Essence da parte di
pazienti con cancro.
Una rassegna della
letteratura condotta
dal Center for
Alternative Medicine
Research
dell'università del
Texas ha identificato
107 studi scientifici
sulle 4 erbe
principali usate nel
tonico Flor Essence,
di cui 73 studi (68%)
erano applicabili al
cancro. Dato l'ampio
uso e la lunga
tradizione di questo
tonico, nonché la
mancanza di
informazione sul suo
uso tra i pazienti con
il cancro, abbiamo
condotto uno studio
con i seguenti
obiettivi: |
| |
| 1. |
descrivere
le caratteristiche dei
consumatori del Flor
Essenee nell'America
del Nord; |
| 2. |
descrivere
le ragioni del suo uso
da parte dei pazienti
con cancro (per
esempio, trattare una
patologia, ridurre i
sintomi associati ad
una patologia,
migliorare lo stato di
salute), monitorando
diagnosi e trattamento
del cancro, insieme a
benefici percepiti dal
paziente o reazioni
avverse causate dal
tonico. |
| |
| RISULTATI |
| |
| Le
principali patologie
riportate dai 1577
partecipanti crano:
cancro (75.1%),
artrite (14.5%),
sclerosi multipla
(1.0%), altro (14.7%),
tra cui allergie,
asma, tumori benigni o
cìsti, problemi alla
cistifellea, sindrome
di affaticamento
cronico, diabete.
patologia
cardiovascolare,
epatite, elevata
pressione sanguigna,
disturbi al fegato,
osteoporosi, probleini
alla prostata, pelle o
stomaco. Il tonico era
usato in media 15.8
mesi, principalmente
per trattare una
patologia medica
(62.4%), e il 72%
descrisse i benefici
del tonico da molto
buono ad eccellente (Fig
1 e 2) |
| |
| Figura
1:
principali patologle
riportate. |
| |
 |
| |
| Figura
2: livello
benefici riscontrati |
| |
| |
 |
|
| |
| Motivazioni
per l'uso, aspettative
e benefici percepiti |
| |
| Pazienti
con cancro riportarono
di aver scelto di
usare il Flor Essence
perché: il tonico li
poteva aiutare
(84.9%), era non
tossico (56.4%),
aumentava le speranze
(50.4%) o dava maggior
possibilità di
controllo sulle
terapie mediche
(39.8%). Un altro
23.7% usava il tonico
dopo che il loro
cancro era stato
diagnosticato come
incurabile. Il
restante 18.7% (n=294)
riportò altri motivi,
tra cui il più comune
era la raccomandazione
fatta da familiari o
amici o perché può
aiutare a controllare
la patologia (fig. 3). |
| |
| Figura
3: motivazioni per
l'uso |
| |
 |
| |
| Le
aspettative dei
pazienti dall'uso di
Flor Essence erano
varie. La più comune
era per migliorare: il
sistema immunitario
(76.5%), seguita
dall'avere un
prolungamento della
sopravvivenza (59.4%)
o migliorare la qualità
della vita (53.2%),
curare il cancro
(48.9%), ridurre i
sintomi (28.6%). Dei
133 individui che
riportarono altre
aspettative, la metà
(n=63) si aspettavano
che il Flor Essence
controllasse o
prevenisse la malattia
(fig. 4). |
| |
| Figura
4: aspettative
dall'uso |
| |
 |
| |
I
benefici riportati dai
pazienti andavano da
scarsi (1.2%), non
molto buoni (1. 6%),
buoni (27.1 %), molto
buoni (40.5 %) fino a
eccellenti (29.6%).
Tra i pazienti con il
cancro, l'86.7%
(n=1223) riportarono
positivi effetti
dall'uso del tonico
fitoterapico. Le
risposte includevano:
si sentiva meglio
(53.2%), arresto di
progressione del
cancro (40.6%),
capacità di
affrontare le attività
giomaliere (34.0%),
maggior livello di
energia (31.5%), poter
affrontare meglio la
malattia (26.3%),
riduzione dei sintomi
del cancro (22.3%),
cancro guarito (16.2%)
(fig. 5). |
| |
| Figura
5: effetti
riscontrati dall'uso
di Flor-essence |
| |
 |
| |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Fonti bibliografiche.
|
| |
| Gray RE,
Fitch M, Greenberg M, Perspectives of cancer survivors interested
in unconventional therapies. Journal of Psychosocial Oncology.
1997; 15:149-171 |
| |
| Yats P,
Patients with terminal cancer who use alternative: their beliefs
and practices. Sociology of Health abd Illness. 1993; 15: 199-217 |
| |
| National
Research Council. Food Chemical codex. Food and Nutrition Board,
Division of Biological Sciences, Assembly of Life Sciences.
Washington D: National Academy Press; 1981 |
| |
| Flora
Manufacturing and Ditributing files, Academy of Agricultural
Sciences pof the Russian Federation Research & Manufacturing
Association. Research & Development Institute of Medical &
Aromatic Plants. Unpublished report, 1997 |
| |
| The
University of Texas Houston Center for Alternative Medicine
Research in Cancer. Essiac Summary. http:llwww.sph.uth.tmc.edu/www/utsph/utcam/agents/essiac/summ.httn |
| |
| Richardson
MA, Ramirez T, Nanney K, Singletary SE. Alternative/ complementary
medicine: implications for patients-provider communication.
Proceedings ofAmerican Society of Clinical Oncology. 1999; 18:
590A (abstr 2279 |
| |
Altre informazioni:
http://www.cancertutor.com/Cancer/Essiac.html
http://www.newfoundationspubl.org/from6.htm
...
per leggere la parziale traduzione dell'articolo
clicca qui
http://www.zea-mays.it
   
|