Silybum marianum (Cardo mariano, Cardo asinino, Cardo lattato)  


Su questa pianta esiste già una certa bibliografia (598-605). Appartenente alla famiglia delle Asteraceae, è originaria e frequente nei paesi del bacino del Mediterraneo e del Medio Oriente, particolarmente nei luoghi incolti ed assolati. La preparazione farmaceutica avviene per estratto secco, ricavato dalle sommità fiorite e dai semi, nebulizzato e titolato in Silimarina min. 1,0%.

I componenti principali sono rappresentati dai flavonolignani, che vengono isolati sotto forma di una miscela di prodotti di condensazione chiamata Silimarina, che rappresenta dall'1,5 al 3% della droga. Sono inoltre presenti notevoli quantità di lipidi (soprattutto poli-insaturi) nonchè discrete quantità di beta-Sitosterolo, Silibinina, Isolibinina e Silicristina.

La Silimarina esplica prevalentemente un’azione epatoprotettiva.

Infatti è in grado di proteggere l’epatocita da svariate sostanze tossiche, come per esempio la Falloidina, il tetracloruro di Carbonio, la Galattosamina, la Tioacetamide ecc.

Nel caso della Falloidina, l'effetto protettivo della Silimarina è da attribuirsi al blocco competitivo del legame della Falloidina ai recettori situati sulla superficie della membrana epatocitaria. In questo modo viene impedito la penetrazione della Falloidina all'interno dell’epatocita; inoltre il Silybum marianum è in grado di stimolare la formazione di nuovi epatociti con velocità maggiore rispetto a quelli che vengono distrutti dalla Falloidina.

Ciò è indicativo di una probabile capacità di stimolo della sintesi proteica negli epatociti.

La Silimarina possiede inoltre un effetto di stabilizzazione della membrana dell’epatocita e delle membrane interne degli organuli citoplasmatici, probabilmente attribuibile alla sua azione di inibizione della perossidazione lipidica, conseguente anche alla sua capacità di catturare i radicali liberi. L’effetto di stabilizzazione di membrana della Silimarina è quindi riferibile alla sua capacità di inibire il tourn-over dei costituenti fosfolipidici delle membrane epatocitarie, nonché di ridurre in maniera considerevole la velocità del processo di scambio delle basi a livello di membrana. Sembrerebbe quindi che inibendo questo sistema si produca una stabilizzazione del metabolismo della membrana. Ciò porta, in ultima analisi, ad un inibizione della formazione dei lipoperossidi.

La Silimarina induce una netta diminuzione delle transaminasi, della gamma GT, della Lattico-deidrogenasi (LDH) e della Bilirubina, in presenza di pazienti con epatopatia causata da epatite virale (sia tipo A, sia tipo B, sia tipo C) ed etilica (tramite la riduzione dell’aldeide grazie alla stimolazione dell’alcool-deidrogenasi).

Essa si è anche dimostrata capace di epato-protezione nei confronti dei danni, indotti sia iatrogenicamente sia da sostanze tossiche come, per esempio, insetticidi, antiparassitari o da agenti inavvertitamente introdotti a livello alimentare, come l’Amanita falloide.

La sua azione antiossidativa è in parte anche attribuibile  alla sua dimostrata capacità di aumentare i livelli epatici di Glutatione, tramite un meccanismo al momento ancora non conosciuto.

Da evidenziare la sua azione di diminuzione del Colesterolo totale e dei Trigliceridi, attribuibile in parte ad una migliore attivazione del metabolismo epatico, con conseguente ottimizzazione dell’utilizzazione del pool lipidico da parte dell'epatocita.

La posologia giornaliera consigliata va da 600 mg a 1.200 mg, suddivisi in due somministrazioni, preferibilmente lontano dai pasti.

Da evidenziarsi che riduce l’insulino-resistenza nelle epatiti croniche, con conseguente diminuzione della glicemia e della glicosuria. Inoltre accelera la biosintesi delle proteine ed accelera la rigenerazione cellulare. Inibisce la produzione dei Leucotrieni svolgendo quindi un’azione anti-infiammatoria ed, in parte, anche anti-allergica.  Alcuni Autori consigliano, a causa della presenza di discrete quantità di Tiramina, di somministrarla con una certa cautela nell’ipertensione.

Sempre a causa della Tiramina potrebbe anche interferire con i farmaci anti-MAO, che comunque sono farmaci ormai sconsigliati nella maggior parte delle terapie farmacologiche.