LINFA DI BETULLA BIANCA (betulla alba - Bjork)



L’acido betulinico (Betula alba) ha capacità anti-tumorale selettiva sulle sole cellule tumorali, tramite induzione di Apoptosi  per: melanoma, neuroblastoma, gliomi  .

Ha azione anti-virale su AIDS

 

Dati bibliografici sull’acido betulinico (Betula alba)

Fulda S, Friesen C, Los M, et al. Betulinic Acid triggers CD95 (APO-1Fas)- and p53-independent apoptosis via activation of caspases in neuroectodermal tumors. Cancer Res. 1997;57:4956-4964.

Fulda S, Jeremias I, Steiner HH, Pietsch T, Debatin KM. Betulinic Acid: A new cytotoxic agent against malignant brain-tumor cells. Int J Cancer. 1999;82:435-441.

Fulda S, Susin SA, Kroemer G, Debatin KM. Molecular ordering of apoptosis induced by anticancer drugs in neuroblastoma cells. Cancer Res. 1998;58:4453-4460.

Jeong HJ, Chai HB, Park SY, Kim DS. Preparation of amino acid conjugates of betulinic acid with activity against human melanoma. Bioorg Med Chem Lett. 1999;9:1201-1204.

Moss R. White birch compound kills melanoma cells and HIV. The Cancer Chronicles Web site. Available at: http://www.ralph-moss.com/html/betu.shtml. Accessed May 8, 2000.

Pisha E, Chai H, Lee IS, et al. Discovery of betulinic acid as a selective inhibitor of human melanoma that functions by induction of apoptosis. Nat Med. 1995;1:1046-1051.

Schmidt ML, Kuzmanoff KL, Ling-Indeck L, Pezzuto JM. Betulinic acid induces apoptosis in human neuroblastoma cell lines. Eur J Cancer. 1997;33:2007-2010.


 

Fonte: http://digilander.libero.it/oligofito/np4.htm



Aggiornamento sullo studio dell'azione immunomodulante ed antitumorale
delle piante medicinali e degli oligoelementi a cura del

 

 

CENTRO DI RICERCA OLIGOFITOLOGICA

 

associato

Research Center Doctors Iridologist's - Moscow
International Society Holistic Medicine - London
Centro Ricerca Microsemeiotica Oftalmica - Padova


 

Lo scopo del nostro lavoro è quello di fornire le corrette indicazioni, i sinergismi e le posologie di quelle sostanze naturali oggetto di studio e ricerca scientifica, che NON SI PONGONO IN ALTERNATIVA AI PROTOCOLLI TRADIZIONALI, ma che possono rappresentare un complemento ed un'integrazione in un contesto di collaborazione fra tutto ciò che è ricerca, sia essa chimica o naturopatica.

Statisticamente è provato che la chemioterapia è indubbiamente efficace in alcuni tipi di tumori, in particolare in quelli del sangue.
Fra questi i linfomi di Hodgkins (80% circa di guarigioni), i linfomi non-Hodgkins (50-60%), le leucemie acute ed in misura minore quelle croniche, i tumori dei testicoli (più del 90% di guarigione). Per tutti gli altri tipi di tumore che colpiscono un organo, la chemioterapia, purtroppo, ha un'efficacia inferiore.

Il concetto di base su cui ruoterà probabilmente il futuro della terapia tumorale è orientato verso quelle sostanze con proprietà angiostatiche che inibiscono la neovascolarizzazione del tumore con conseguente impossibilità di accrescimento, e verso quelle sostanze che favoriscono la modulazione del sistema immunitario.
Il Prof. Folkman, negli USA, sta riscuotendo notevole interesse nel mondo scientifico con l'angiostatina, anche se al momento non è stata ancora sperimentata sull'uomo.
La somatostatina detiene proprietà analoghe ed inoltre ha un'azione inibente sull'ipofisi e, per tale motivo, sullo sviluppo del tessuto neoplastico (da "Colloqui", Prof. Di Bella).
Le vitamine A, C, D, E ed il calcio, con somatostatina, melatonina, bromocriptina e ciclofosfamide, rappresentano il protocollo di base della Terapia Di Bella.
Durante la Giornata Nazionale della Lotta contro il Cancro, il 7 novembre 1999, il Prof. Veronesi, ad una domanda di una persona che chiedeva cosa si potrebbe fare per prevenire il tumore della mammella, ha parlato di vitamina A e di retinoidi.
Molte sono le sostanze derivate da piante medicinali che hanno un'azione modulatrice del sistema immunitario con effetti antitumorali:

  • l'aloe, balzato alla cronaca per l'utilizzo di Padre Romano, un francescano del Convento di Betlemme;
  • l'olio di garofano, oltre ad un composto a base di lievito, alghe marine, minerali e piante, messi a punto da un altro francescano, il Dr. Padre Emilio Ratti, iridologo, biologo, farmacista e medico chirurgo;
  • l'uncaria, studiata in Brasile dal Dr. Biotti, botanico, dove viene usata empiricamente come antitumorale;
  • la clorella, un'alga marina studiata dal Dr. Dadamo, biologo ed erborista;
  • la Vitis vinifera, studiata dal Dr. Piterà, docente in omeopatia;
  • il Larus nobilis ed il Buxus sempervirens consigliati da diversi naturopati per alcuni tipi di tumore;
  • il Celastrus scadens e l'Actinidia chinensis, ancora in fase sperimentale;
  • la corteccia di betulla bianca, studiata dal Dr. Meschi, iridologo e ricercatore in fitoterapia, sulla quale è apparso alcuni mesi fa un articolo su "Tempo Medico" dove sembra che il mondo scientifico confermi che l'acido betulinico dia l'input di apoptosi alla cellula del melanoma.

Altre ricerche su piante medicinali sono volte a contrastare le epatiti B e C anche in fase cirrotica, cardiopatie ed ipertensione arteriosa, nonché patologie virali fra cui l'HIV.
Vi sono, inoltre, anche sostanze naturali ed oligoelementi usati in naturopatia, come il silicio, il magnesio chelato, il germanio, il selenio, e la cartilagine di squalo, quest'ultima, fra l'altro, utilizzata anche dal Prof. Di Bella e da Padre Emilio Ratti.
Nel 1995 presso l'Istituto di Patologia Generale dell'Università di Milano è stato eseguito uno studio (vedi grafici) su un composto a base di aloe, germanio ed altre sostanze naturali, messo a punto sempre dal Dr. Meschi. Il preparato (denominato germanio composto) è stato somministrato ad una serie di topi nei quali erano state inoculate 250.000 cellule del tumore Yoshida AH 130 (tumore polmonare particolarmente aggressivo). Dopo 7 giorni si è potuto constatare che i ratti ai quali era stato somministrato il preparato avevano sviluppato altre 250.000 cellule cancerogene per un totale di 500.000 cellule, mentre i ratti ai quali non era stato somministrato il preparato avevano sviluppato, nello stesso periodo, oltre 3.700.000 cellule neoplastiche, con una massa tumorale 15 volte superiore rispetto agli altri (v. grafico relativo agli esperimenti effettuati).

Il Dr. Cavallaro, medico chirurgo specialista in radiologia e radiodiagnostica, ha potuto constatare personalmente che alcuni fra i pazienti neoplastici sottoposti al composto di cui sopra hanno avuto esiti di "recessione spontanea".
Citiamo alcuni fra gli esempi più significativi, tutti ampiamente documentati: il caso di una giovane affetta da gangliobastoma inoperabile, il caso di una donna di 30 anni con mola vescicolare, quello di un atleta affetto da tumore cerebrale, il caso di un uomo di 50 anni con carcinoma polmonare a tutt'oggi in stato di quiescenza
(da "La Cura dei Tumori: opinioni ed esperienze di un radiologo ospedaliero", Dr. G. Cavallaro).

 


Fonte: http://www.tempomedico.it/mednet/med549b.htm


Melanoma

da Tempo Medico n. 549 (19 febbraio 1997)

Ci vogliono volontà e altruismo, oltre che parecchia intelligenza da parte di un non medico, per organizzare una pagina web di medicina del livello di MPIP, ovvero Melanoma Patients' Information Page. Questo sito, frutto del lavoro di un sopravvissuto a questo temibile carcinoma, è stato lodato da più parti come fonte qualificata di supporto per i pazienti, ma soprattutto di informazioni scientifiche aggiornate anche per i clinici sulle terapie, sperimentali e non, del melanoma.
MPIP divulga notizie mediche senza garantire criteri di selezione o di giudizio, ma le sue fonti d'informazione sono quasi tutte qualificate: come per esempio l'introduzione al melanoma per medici, tratta da Cancernet. Oppure l'appello per finanziare uno studio clinico sull'acido betulinico, che in un lavoro pubblicato nel 1995 dalla rivista Nature Medicine si è rivelato efficace, a livello preclinico, per la cura e la prevenzione del melanoma.