|
ATTENZIONE AL MIELE FILTRATO |
|
Normativa:
ARRIVA UN OGGETTO MISTERIOSO: IL MIELE FILTRATO Postato
il Friday, 15 March @ 19:28:33 CET di greenmaster E' la novità prevista dalla nuova Direttiva CE sul
miele (n. 2001/110/CE) pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale italiana -serie
CE- del 7 marzo scorso. Miele filtrato viene definito quello
"ottenuto eliminando sostanze organiche o inorganiche estranee, in
modo da avere come risultato un'eliminazione significativa dei
pollini". La definizione è un capolavoro di furbizia perché in
realtà chi ha voluto questa norma aveva in testa i pollini e non le
sostanze organiche e inorganiche. Ma prima di vedere il perché bisogna
andare a leggere un'altra novità della Direttiva, ovvero la norma che ha
imposto sul miele l'indicazione del Paese d'origine in cui è stato
raccolto. Così la CE, apparentemente, ha fatto contenti i consumatori,
che sapranno se il miele viene dalla Cina (ne arriva un fiume) o da altri
Paesi del terzo mondo ove è di qualità scandente. Ma intanto la
Direttiva ha dato agli importatori una prima scappatoia, poiché basterà
aggiungere un grammo di miele italiano a una tonnellata di miele cinese
per sostituire l'indicazione del Paese di provenienza con la dizione
"miscela di mieli originari e non originari della CE". Non
contenta di questa prima scappatoia, la CE ne ha trovata anche un'altra
come regalo agli importatori, ovvero il miele filtrato, che è un miele
privato dei pollini dopo essere stato filtrato da una membrana con pori
piccolissimi (ormai la microfiltrazione è di moda). Praticamente è un
miele denaturato perché ridotto a uno zucchero fluido e dura anche di più
perché la microfiltrazione trattiene i lieviti responsabili della
fermentazione. Ma il regalo agli importatori, afferma l'Unione Nazionale
Consumatori, è doppio perché la scomparsa dei pollini rende il miele un
oggetto misterioso. Dall' analisi dei pollini, infatti, si riconosce non
solo l'origine floreale, ma anche la provenienza del miele: se scompaiono,
con un'opportuna miscelazione potrà essere dichiarato miele italiano
anche un miele cinese, anzi potrà essere aggirata la disposizione della
stessa Direttiva che prevede l'obbligo di dichiarare in etichetta
"miele filtrato". Quindi è più di un regalo agli importatori
di miele scadente. Altre novità introdotte dalla Direttiva, che dovrà
essere recepita entro il 1 agosto 2003, sono il miele industriale e la
possibilità di riportare in etichetta indicazioni che fanno riferimento
"a criteri di qualità specifici". Il miele normale non può
essere pastorizzato per allungarne la vita, perché la Direttiva prevede
un tenore massimo di idrossimetilfurfurale (HMF) di 40 milligrammi per
kilogrammo. L'HMF è un sottoprodotto che si forma dal glucosio del miele
quando questo viene riscaldato, ma se è sotto i 40 mg/kg significa che può
aver subìto solo un lieve riscaldamento per ragioni tecniche di
confezionamento, cioè per facilitare l'invasettamento. Il "miele per
uso industriale", invece, è stato surriscaldato per eliminare
difetti originari o di vecchiaia, ma può essere venduto al consumatore
anche con i difetti e comunque con la menzione "unicamente ad uso
culinario", cioè per fare dolci. Ovviamente costerà di meno. Quanto
alla possibilità di indicare in etichetta "criteri di qualità
specifica" del miele, non si sa ancora a che cosa si riferisce la
Direttiva. Di certo, c'è che anche il miele dovrà riportare la data di
scadenza, dalla quale è per ora esentato, nel senso che è facoltativa. (Unione Nazionale Consumatori marzo 2002)
|