Amigdalina nella terapia alternativa anticancro e avvelenamento da cianuro
(Antonella Pieratti e Gioacchino Calapai -Dipartimento Clinico Sperimentale di Medicina e Farmacologia – Sezione di Farmacologia – Università di Messina).

Le medicine complementari e alternative (CAM) sono utilizzate in maniera diffusa dai pazienti affetti da cancro in alternativa o insieme alle terapie convenzionali.
Qui di seguito viene riportato un caso di avvelenamento da cianuro in una paziente affetta da cancro che ha assunto amigdalina in associazione ad altre sostanze naturali.

Alla donna di 68 anni, era stato recentemente diagnosticato un carcinoma uroteliale della vescica in stato avanzato, inizialmente tenuto sotto controllo con la chemioterapia (cisplatino e gemcitabina per via endovenosa). A causa della mielosoppressione indotta dal primo ciclo di chemioterapia, era stato deciso di interrompere la chemioterapia e controllare il cancro con la radioterapia palliativa. La storia medica della donna rivelava inoltre ipercolesterolemia, osteoporosi, e una recente trombosi venosa profonda alla gamba sinistra.

La paziente si è presentata al pronto soccorso del Canberra Hospital a Garren, in Australia, accusando senso di malessere e vertigini. Aveva assunto una dose iniziale (500 mg) di amigdalina circa 2 ore e mezza prima di cenare (2). L’amigdalina, sotto forma di compresse, era stata acquistata via Internet e inviata dalla Gran Bretagna nonostante fosse stata prodotta in Messico. La donna ha cominciato ad accusare il malessere 30 minuti dopo l’assunzione. La donna attualmente assumeva preparazioni complementari in aggiunta al trattamento convenzionale ingerendo giornalmente 4800 mg di vitamina C.
In particolare, oltre alla amigdalina, la cura seguita dalla paziente era costituita da:

  1. Vitamina C 1000 mg 4 volte al giorno;
  2. Supplemento di vitamina B contenente 250 mg di vitamina C per tavoletta;
  3. Vitamina B6 25 mg/zinco 25 mg/magnesio 50 mg;
  4. Bio Ace una tavoletta al giorno (vitamina C 550 mg, beta-carotene 3 mg, vitamina E 75 IU, tiamina 10 mg, calcio pantotenato 55 mg, piridossina 25 mg, chelato acido di zinco amminico 25 mg)
  5. Co Q Max 150 mg (proteina naturale umana conosciuta come ubiquinone);
  6. Essenze di fiori 30 ml due volte al giorno (di bardana, cervo, olmo viscido, cardo benedetto, alghe marroni, acqua, trifoglio, rabarbaro turco);
  7. 500 mg al giorno di pinna di squalo (estratto della cartilagine dello squalo)
  8. Warfarin 5 mg al giorno.

All'arrivo in ospedale, lo stato di vigilanza calcolato secondo il Glasgow Coma Score (GCS = 13), era lievemente alterato, la frequenza cardiaca di 136 battiti al minuto. Subito dopo l'arrivo, ha avuta 2 attacchi convulsivi diffusi a carattere tonico-clonico con conseguente ulteriore alterazione dello stato di vigilanza (GCS = 5). E’ stata immediatamente intubata e ventilata con ossigeno al 100 %. La sintomatologia clinica era compatibile con la diagnosi di intossicazione da cianuro i cui sono riportati nella Tabella 1 (3). L’avvelenamento è stato messo in relazione alla ingestione di amigdalina.
In mancanza di dati disponibili sulla concentrazione di cianuro, in caso di sospetta intossicazione, le modificazioni della concentrazione del lattato sono importanti sia per la diagnosi che per valutare la risposta al trattamento (1). Nel caso in questione i livelli di lattato, prima elevati, si sono ridotti in seguito alla somministrazione dell’antidoto.
La donna è stata trattata per via orale con carbone attivato e per via venosa con 5 g dell’antidoto specifico idrossiocobalamina per 30 minuti. Il recupero neurologico è stato rapido (nel corso della notte) e soddisfacente. La donna è stata dimessa senza esiti 2 giorni dopo il ricovero. La relazione causale tra la manifestazione avversa e l’assunzione di amigdalina, valutata mediante l’algoritmo di Naranjo (una scala di valutazione delle reazioni avverse ai farmaci) (6), è stata valutata probabile.
L’amigdalina viene considerata particolarmente tossica, poiché una volta assunta viene idrolizzata nell’organismo producendo il 6% di HCN (acido cianidrico), benzaldeide e glucosio (7). Una dose di 300 mg di amigdalina può così teoricamente produrre 180 mg di cianuro, una concentrazione elevata, considerato che la dose letale di cianuro è di circa 50-100 mg (4), la dose assunta dalla paziente è una dose che supera i livelli tollerabili.

Tabella1. Effetti tossici del cianuro
Lieve: emicrania, tachicardia, confusione, debolezza
Moderato: cianosi, convulsioni di coma, aritmia cardiache
Severo: collasso circolatorio e respiratorio, arresto cardiaco, morte

Che cos’è l’amigdalina?
E’ una sostanza, denominata anche laevomandelonitrile o Laetrile, contenuta nei semi di mandorle, albicocche e di altri frutti. I primi ad isolarla nel 1830 furono due chimici francesi H.E. Robiquet e A.F. Boutròn-Charlard. La potenziale attività antineoplastica dell’amigdalina è stata suggerita da una presunta e selettiva azione tossica nei confronti delle cellule neoplastiche. Questa proprietà sarebbe dovuta alla presenza nelle cellule neoplastiche di un enzima che scinde l’amigdalina producendo la formazione di cianuro, a sua volta letale per le stesse cellule tumorali. L’efficacia clinica dell’amigdalina come antineoplastico, studiata per alcune decine d’anni a partire, nel secolo scorso, dagli anni 60, non è stata tuttavia dimostrata. Nel 1962 il California Cancer Advisory Council ha revisionato 100 casi di pazienti trattati con laetrile (amigdalina) concludendo che il trattamento con la sostanza manca di reali benefici contro il cancro (8). Nel 1982, sempre negli USA, l’Institute Cancer National ha condotto dei trial clinici di fase II con la somministrazione a lungo termine con amigdalina su 175 pazienti portatori di diversi tipi di tumore (cancro al seno, al colon, al polmone). I risultati hanno dimostrato l’inefficacia del trattamento e una parte dei pazienti ha sviluppato sintomi di intossicazione da cianuro (5).

BIBLIOGRAFIA

  1. Baud FJ, Borron SW, Megarbane B, Trout H, Lapostolle F, Vicaut E, et al. Value of lactic acidosis in the assessment of the severity of acute cyanide poisoning. Crit Care Med 2002; 30:2044-50.
  2. Bromley J, Hughes GM, Leong CS, Buckley A. Life-threatning Interaction Between Complementary Medicines: Cyanide Toxicity Following Ingestion Of Amygdalin and Vitamin C. Ann Pharmacother 2005;www.theannals.com.
  3. Bukley NA, Dawson AH, White IM. Hypertox. Assessment and treatment of poisoning. www.hypertox.com (15 mar 2005).
  4. Erdman WA, Cyanide In: Ellenhorn’s medical toxicology:diagnosis and treatment of human poisoning, 3 rd ed. Baltimore: Lippincott Williams& Wilkins, 2003; 1155-68.
  5. Moertel CG, Fleming TR, Rubin J, Kvols LK, Sarna G, Koch R, et al. A clinical trial of amygdalin (Laetrile) in the treatment of human cancer; N Engl J Med 1982;306: 201-6.
  6. Naranjo CA, Busto U, Sellers EM, Sandros P, Ruiz I, Roberts EA, et al. A method for estimating the probability of adverse drug reaction. Clin Pharmacol Ther 1981; 30: 239-45.
  7. Speijers G, Cyanogenic glycosids (WHO Food Additives Series 30). Inchem, www.inchem.org/documents/jecfa/jecmono/v30jel8.htm (accessed 2005 Mar 3).
  8. Wilson B. Quackwatch-the rise and fall of laetrile, www.quackwatch.org/01 QuackeryRelatedTopies/Cancer/laetrile.html (accessed 2005 Mar 3).