Inchiesta Glaxo, chiesto rinvio a giudizio per
142 indagati
Verona, 28 giugno 2006 . - (Adnkronos) -
Il procuratore capo di Verona, Guido Papalia, ha chiesto il rinvio a
giudizio per 142 persone indagate nell'inchiesta Glaxo. Secondo il procuratore,
i 142 indagati sarebbero i principali responsabili della rete costruita per
'invitare' alcuni medici ad utilizzare i prodotti farmaceutici Glaxo. E' stata
invece chiesta l'archiviazione per due medici Alfredo de Meo, 49enne cardiologo
di Foggia e Gianfranco Porcile, oncologo 60enne di Alba (Cuneo), chiesta
l'archiviazione anche di 19 informatori medico-scientifici e manager
inizialmente coinvolti nella maxi-inchiesta.
L'inchiesta aveva preso il via nel 2003 con 2.900 denunciati. Le accuse
parlavano di comparaggio, corruzione e associazione per delinquere. Secondo gli
inquirenti, infatti, i rinviati a giudizio ricevevano vantaggi o premi in denaro
in cambio dei quali favorivano l'uso o la vendita di farmaci della
multinazionale GlaxoSmithKline.
L'operazione ha appurato che la Glaxosmithkline ha investito tra il 1999 e il
2002 oltre 228 milioni di euro per sostenere le vendite illecite di medicinali,
attribuendone in contabilità voci di spesa, tra le altre, come 'other promotion',
'medical phase IV', 'field selling'. Sono 159 invece i milioni di euro calcolati
per il recupero a tassazione.
Papalia si è detto inoltre preoccupato riguardo il rischio che i reati
contestati cadano in prescrizione poiché il comparaggio e l'aver sollecitato o
accettato premi o vantaggi pecuniari dai rappresentanti farmaceutici, sonoi
reati puniti come contravvenzioni. Quindi il tempo di prescrizione e' di tre
anni dal fatto". "Bisogna - spiega Papalia - modificare i reati in questione da
contravvenzione a delitto, per allungare i tempi della prescrizione da tre a
cinque anni". Per quanto riguarda le misure che potranno essere prese per i
medici responsabili, il Procuratore di Verona prosegue: "Sul piano penale
corrono il rischio, con la condanna, dell'interdizione dai pubblici uffici, ma
poi potranno intervenire eventualmente anche l'Ordine dei medici e gli ospedali
sul piano disciplinare".